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Consapevolezza, è questa la parola che può rispondere ai molti perché circa il passaggio da una visione statica ad una dinamica della vita. La vita è dinamica, non può che esserlo per avere tempo e luogo, per declinarsi nei suoi infiniti racconti, per non morire a se stessa. Inimmaginabile una vita inerte…

Consapevolezza è anche la parola che, come una buona e leale amica, si accompagna a braccetto alla più tenuta e irrequieta parola crisi. Se quindi crisi e consapevolezza passeggiano insieme lungo il Corso della Vita, dove, quando e perché nasce tra loro un’alleanza così importante?

Il termine simpatia deriva dal greco συμπάθεια (sympatheia), parola composta da συν + πάσχω = συμπάσχω, letteralmente “patire insieme”“provare emozioni con…”. E’ quindi naturale che crisi e consapevolezza si riconoscano proprio sul terreno della simpatia, ovvero di quel “sentimento condiviso” che traduce la loro apparente distanza in una vera e propria opportunità evolutiva. Ecco allora che ciò che poteva essere vissuto come dolore sordo e muto finalmente ci raggiunge in modo diverso per svelarci possibilità a cui non avevamo pensato fino a quel momento. La crisi di “ciò che era prima” diventa opportunità di nuovi e imprevedibili scenari. Di futuribili piste di decollo.

L’accettazione della crisi e l’ascolto dei suoi innumerevoli messaggi sono quindi il terreno da cui può nascere la consapevolezza di noi stessi nel qui e ora. Delle nostre infinite capacità e possibilità di vivere una vita creativa, consapevole e luminosa. Un germoglio di cui prenderci cura con attenzione, ascolto e amore. Un’espressione di vita che volge il proprio capo verso la luce e il nutrimento della crisi come insostituibile opportunità di sviluppo, all’interno di un processo vitale in costante e dinamica evoluzione.

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